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Mostro le lettiere in pile e vi provo che sono impermeabili (studiate per porcellini d’india, cavie)

Ormai penso che tutti conosciate le lettiere assorbenti e impermeabili che creo. Nel video di oggi ve le mostro. In particolare voglio farvi vedere la differenza tra la base k-way e la base in plastica flessibile e fare un test insieme a voi per dimostrarvi la totale impermeabilità di quest’ultima.

Per chi ancora non ha sentito parlare di queste lettiere, vi spiego brevemente a cosa servono. Sono state studiate principalmente per i porcellini d’india, ma sono adatte anche ad altri animali: molti miei clienti soddisfatti le hanno provate anche per conigli, ricci, cincillà, ratti, e anche come tappetino assorbente per cani, per chi non ha sempre la possibilità di portarlo fuori, oppure per cani cuccioli o incontinenti.

Hanno uno strato di pile, che è un materiale permeabile, ovvero lascia passare l’urina sotto, asciugandosi rapidamente.

All’interno c’è un materiale ultra assorbente che trattiene l’urina.

La base è a scelta tra materiale k-way e plastica flessibile.

Vi lascio al video!

Per maggiori informazioni sulle lettiere clicca qui.

Per avere istruzioni su come ottenere una lettiera personalizzata clicca qui.

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Vi presento Eden

Dopo la morte delle mie cavie, avevo deciso che non avrei più avuto animali per un tempo indeterminato. In questi due anni e mezzo ho postato spesso sui social video e foto di cani e gatti, ma erano tutti animali di amici e parenti. Ho sempre avuto animali da quando avevo sei anni: gatti, criceti, cavie. Non avevo mai fatto un periodo senza, anche perché, prendermi cura di loro, mi da una vera soddisfazione: per gli animali provo il vero amore incondizionato, quell’amore che ti rende felice semplicemente perché puoi donarlo, e non ti interessa avere nulla in cambio.

Ho amato tutti, ma ho notato che i rapporti più speciali si sono creati con gli animali che non mi sono cercata, ma che sono capitati nella mia vita, forse perché lo ha voluto il destino. È successo anche con lei, Eden.

Eden è arrivata un mesetto fa: ero in giardino a prendere il sole e ho scorso in lontananza questa macchietta bianca che mi studiava. Ho preso i croccantini per gatti, che ho sempre in casa per i randagi che passano in giardino a farmi visita. Ne ho versati un po’ a terra e mi sono allontanata, aveva paura e non si sarebbe avvicinata. Dopo che ha finito di mangiare, ne ho versati altri e questa volta sono rimasta li. Lei si è avvicinata timorosa, ha mangiato e poi, come segno di ringraziamento, si è strofinata a me per farsi accarezzare. Da quel momento è nata la nostra amicizia.

Viene qui tutti i giorni e ogni giorno si fida di più. Si lascia prendere in braccio e fa la pasta sulle mie gambe. Quando sono in giardino e lei mangia, si interrompe continuamente per cercare carezze, sembra quasi che voglia ringraziarmi. È una gattina molto docile, non si rivolta mai, non graffia, non morde, quando è spaventata da qualcosa, semplicemente si allontana e non si lascia toccare, ad esempio quando ho dovuto toglierle delle zecche: ho dovuto farlo tra una carezza e l’altra, senza farglielo capire. Per me è una novità perché le altre due gatte che ho avuto, non avevano grossi problemi a mordermi e graffiarmi. 😀

Di stare in casa non ne vuole sapere, se vede la porta chiudersi si agita e vuole uscire. Forse è nata libera e libera vuole rimanere. Io vivo in mezzo alle campagne e fortunatamente non ci sono grossi pericoli. Per ora ho preparato per lei un angolino tutto suo in giardino, ma di questo vi parlerò in un altro articolo. Vedremo in futuro se vorrà usufruire dei comfort della vita casalinga.

Presto la porterò dal veterinario per un controllo ed una eventuale sterilizzazione, sperando che non dia di matto una volta che dovrò chiuderla nel trasportino.

Qui passano tanti gatti randagi a sfamarsi, ma solo lei ha deciso di restare. Ci ho messo un po’ a sceglierle un nome e quando ho pensato ad “Eden” non ho avuto dubbi: è il suo nome. Eden come il giardino, quello dove trascorre la maggior parte del tempo, quello dove trova tutto ciò che le serve, cibo, amore e protezione. Eden come il luogo in cui è nata, il posto che da un anno è anche la mia casa e che ho scelto perché è un angolo di paradiso. Eden come la felicità che ha portato nel mio cuore con la sua presenza.

 

 

 

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Coronavirus e animali domestici: rischio contagi?

In questi giorni non si parla d’altro: il coronavirus è sulla bocca di tutti. C’è un forte allarmismo e si è creata una gran confusione, alcuni temono anche un contagio tra animali domestici e uomo. C’è chi teme di essere contagiato dagli animali e chi teme che i propri amici pelosi vengano contagiati.

Con questo articolo voglio spiegarvi cosa dicono gli esperti e cosa ne penso io.

L’ansia di molti viene dal fatto che si sospetta che il virus sia stato trasmesso da un pipistrello, ma la forma che contagia gli umani è  leggermente diversa e questo può essere dovuto al contagio di un ospite intermedio da parte del pipistrello.
Sono stati fatti vari studi e ipotesi sull’ospite intermedio che funge da trampolino di lancio sull’uomo. Prima pensavano ad alcune specie di serpenti, poi al pangolino (una specie di formichiere) ma, questi studi, sono stati criticati da alcuni esperti e non c’è alcuna certezza.

Altro motivo di ansia è che si sente parlare di coronavirus che infetta animali domestici, ed è vero che esiste, ma essendo questo virus di un ceppo diverso, gli animali non possono infettarci e noi non possiamo infettare loro.
Sarebbe come paragonare il virus dell’HIV con il virus FIV, uno colpisce il sistema immunitario dell’uomo, l’altro quello del gatto. Le conseguenze sono simili ma non c’è assolutamente pericolo che il gatto possa contrarre l’HIV, così come non c’è pericolo che l’uomo possa contrarre la FIV.

Se avete ancora dei dubbi, sappiate che settimane fa, l’organizzazione mondiale per la sanità ha spiegato che non ci sono prove della possibilità che il coronavirus possa diffondersi contagiando animali domestici.

Spero di avervi tranquillizzato, sfatando il contagio tra animali domestici e uomo. Purtroppo gli animali sono spesso usati come capro espiatorio, tanto che, il significato figurato di “capro espiatorio”, proviene proprio dal caricamento dei peccati umani, su un animale innocente.

Per quanto riguarda invece la situazione generale, quel che penso è che si focalizza male il problema. È come se si usasse la macro per fare una foto ad un dettaglio, sfocando lo sfondo e non avendo più la visione dell’insieme.
Non è il contagio e il virus in sé che uccide, ma sono le condizioni in cui è ridotto il corpo, che non permettono di far fronte nei dovuti modi al virus.
Se si conducesse uno stile di vita sano, mangiando sano, vivendo in un posto naturale con aria pulita, senza la frenesia e lo stress, il corpo sarebbe più forte per affrontare qualunque cosa.

 

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Porcellini d’india orfani: come curarli?

Purtroppo può succedere che una cavia lasci i suoi piccoli troppo precocemente e toccherà a noi occuparci dei porcellini d’india rimasti orfani.

Le cavie sono piuttosto sviluppate alla nascita, iniziano quasi subito a mangiare cibo solido, per questo hanno possibilità di sopravvivenza maggiori, rispetto ad altri roditori. Si sa di cavie rimaste orfane al terzo giorno di vita, che sono sopravvissute senza aiuto. Tuttavia le possibilità di sopravvivenza sono migliori se i piccoli ricevono del latte durante i primi sette giorni.

Se è disponibile una cavia balia, è facile che essa accetti senza problemi piccoli non suoi. È in ogni caso utile tenere i piccoli con una cavia adulta, perché imparino a mangiare copiando le sue abitudini.

Il latte di cavia contiene circa il 4% di grasso, l’8% di proteine e il 3% di lattosio. Come rimpiazzo si può usare del latte vaccino o latte di capra. È opportuno somministrare tali sostanze solo per un breve periodo, perché le piccole cavie allevate con latte diverso da quello naturale, tendono a sviluppare la cataratta (una lesione agli occhi). Si deve somministrare una piccola quantità di latte (1-1,5 ml) ogni 1-2 ore; durante la notte non è necessario allattarle. Il latte si può somministrare con una siringa senza ago, ma è importante non forzarlo nella bocca della cavia, potrebbe essere inalato e causare polmonite.

Regolarmente la zona perianale va massaggiata per stimolare la minzione e la defecazione.

 

Tratto da “Le Cavie” di Marta Avanzi

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Vi presento il mio negozio online per cavie (porcellini d’india) e altri animali

Vi presento ufficialmente il mio negozio, che è stato finalmente rifornito di tante creazioni artigianali fatte con amore!
Gli acquisti da oggi saranno più  facili, per porcellini d’india e umani sempre soddisfatti! 🙂
Vi lascio al video; se desiderate che nei prossimi video e articoli, tratti di qualche argomento in particolare, scrivetemelo nei commenti.

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Recensione hotel vegan friendly Zenit, Giulianova (Teramo)

Quest’estate ho trascorso una settimana all’hotel Zenit, a Giulianova (Teramo). Vi dico subito che è un piccolo paradiso per vegani. È il miglior posto vegan in cui sono stata fino ad oggi.

L’hotel non è totalmente vegano, ma è talmente ben organizzato, ha una vastissima scelta di piatti vegani, che ne esce comunque vincente. Ho scelto un servizio di pensione completa e ho assaggiato tanti piatti fantasiosi e buonissimi.

Sono stata all’hotel Zenit durante un evento che si tiene due volte l’anno, a maggio e a settembre, la settimana vegana. Viene offerto un pacchetto contenente servizi aggiuntivi. L’hotel ha una chef vegana che lavora tutta l’estate, ma la cosa positiva di andare durante la settimana vegana, è il poter incontrare e conoscere tante altre persone che hanno abbracciato la stessa scelta etica.

Il personale è davvero gentile, lo è stato fin da subito: una ragazza ci ha accompagnato in camera spiegandoci il funzionamento del condizionatore, della cassaforte e altre cose tecniche. La camera è spaziosa, dotata anche di un piccolo balcone, con sedie tavolo e stendino.

L’hotel dista solo 20 metri dal mare, attraversando la strada si accede direttamente al bagno privato dell’hotel, con servizio spiaggia compreso nel prezzo, che include un ombrellone, un lettino e una sdraio.

La sera del nostro arrivo, ci è stato offerto un ottimo e abbondante aperitivo vegano di benvenuto, con la presentazione del programma della settimana.

Il programma offre gite libere e a pagamento, lezioni di yoga e di meditazione incluse nel prezzo.

Il pacchetto offertoci comprende inoltre l’accesso libero al centro benessere dell’hotel, un massaggio gratuito, due serate musicali durante la cena, estratti freschi di verdura e frutta tutti i pomeriggi.

Ma andiamo con ordine, voglio prima parlarvi del servizio di ristorazione. La sala ristorante è bella, luminosa, pulita e di classe. Per tutti e tre i pasti della giornata c’è un buffet adibito a soli cibi vegani. Per il pranzo e la cena sono compresi acqua, primo, secondo, frutta o dolce. C’è sempre la scelta tra due primi e due secondi.

La colazione comprende varietà salate e dolci, tra cui formaggi, affettati, salse, pane, gallette, torte, brioches, yogurt, cereali, succhi di frutta, frutta, verdura, latte, caffè, tè, tisane e cappuccini vegani (e nel mio caso anche decaffeinati) serviti al tavolo dai camerieri. Potrei spiegarvi nel dettaglio l’originalità e l’assortimento, ma credo che le foto di alcune delle mie colazioni parlino da sole.

Nel buffet del pranzo e della cena ci sono verdure crude e cotte, pizze, focacce, torte salate. Io cercavo di stare leggera e come vedete dalle foto che seguono, non caricavo mai troppo il piatto, per poter avere spazio nello stomaco per le portate successive.

I primi, i secondi e i dolci sono sempre vari, buoni e così ben presentati che li ho fotografati quasi tutti. Anche in questo caso potrei spiegarvi l’originalità dei piatti, ma le foto rendono bene l’idea.

I primi: pasta, riso, gnocchi, minestra e altri cereali.

I secondi: tofu, tempeh, seitan, verdure, hummus, funghi, legumi.

I dolci:

Eccomi soddisfatta nella sala ristorante.

L’ultima cena della settimana vegana è stata una delle due serate musicali. La particolarità di questa cena è che i vegani sono ad un tavolo a ferro di cavallo, per trascorrere una piacevole serata tutti insieme. C’era sempre un buffet, ma è stato servito anche un antipasto al tavolo, oltre al primo, al secondo e al dolce. Ci è stato gentilmente offerto anche del delizioso vino vegano e, anche se di solito non bevo alcolici, ho avuto piacere di assaggiarlo.

Per quanto riguarda il centro benessere, avevamo l’accesso libero. Ci sono stati forniti accappatoi, cuffie per la piscina e un paio di ciabatte usa e getta. Il centro comprende piscina riscaldata con idromassaggio, bagno turco, sauna, doccia emozionale, una zona per preparare tisane, un delizioso giardino con sdraio. Inoltre mi sono sottoposta al massaggio avuto in omaggio, la massaggiatrice è stata molto brava e professionale, avevo un dolore ad una spalla da qualche giorno e, oltre ad essersi attenuato, sono uscita dalla sala massaggi totalmente rilassata e pervasa da un senso di benessere.

La cucina da master chef, la disponibilità e gentilezza del personale, il mare con spiaggia privata a due passi, il centro benessere dove trascorrere momenti rilassanti, hanno reso questa vacanza perfetta, non avrei potuto immaginare di meglio.

Concludo con una galleria di foto di alcuni momenti della vacanza, una statua particolare di Giulianova, una gita alla torre del Cerrano e alla spiaggia di Pineto,  e altre foto in spiaggia.

 

 

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Recensione agriturismo vegan Brugnola1932, Bardi (Parma)

Tutto è iniziato perché stavo cercando un locale dove assaggiare la famosa Beyond Meat, incuriosita dai racconti di chi l’ha mangiata e dice che sembra carne vera. Premetto che io non ho mai amato il gusto della carne, ma volevo provare questa alternativa vegetale, per fare anche io questa esperienza.

I prezzi che avevo trovato nelle mie ricerche online erano assurdi, sarà anche un alimento particolare, ma tra gli ingredienti non c’è l’oro, a giustificare certi prezzi.

Tra una ricerca e l’altra ho finalmente trovato il Brugnola1932 Vegan Country House. Vedo che c’è la possibilità di prendere un menù completo dall’antipasto al dolce, con Beyond Meat come secondo, a 25 euro, inclusi pane, acqua, caffè o tisana. Senza pensarci due volte prenoto. Mi confermano gentilmente che in estate sono aperti anche a pranzo nei giorni feriali, e che il menù disponibile per il giorno che mi interessava, comprendeva anche la Beyond Meat.

Il posto non è esattamente vicino a casa mia, ma sono stata felice di andarci. L’agriturismo, che è anche un bed and breakfast, è totalmente vegano, una ragione in più per visitarlo.

L’edificio è in mezzo alla natura incontaminata, in montagna, con un panorama mozzafiato.

I proprietari, una deliziosa famiglia vegana, ci hanno accolti, seguiti da alcuni dei loro simpatici cagnoloni.

Ci hanno accompagnati in questa saletta molto caratteristica, tipica delle case di montagna, completa di stufa (spenta perché era fine di luglio), dove avevano apparecchiato il nostro tavolo.  Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la proprietaria, mentre ci serviva i suoi manicaretti. Ci ha raccontato la storia della casa e dell’inizio della loro attività. È stato molto piacevole trovare qualcuno che ha fatto il nostro stesso percorso, che ha abbandonato  la vita di città per trasferirsi in montagna e dedicarsi ad una attività in proprio e alla vita che si ama.

Il cibo è davvero squisito, le portate abbondanti.

Ha iniziato col servirci un antipasto di insalata russa artigianale in nidi di torta fritta.

Insalata russa artigianale in nidi di torta fritta

Come primo abbiamo mangiato tagliatelle fatte in casa con crema di gorgonzina, il top per gli amanti dei formaggi vegani.

Tagliatelle fatte in casa con crema di gorgonzina

Mentre aspettavamo il secondo ho sentito nell’aria un odore forte, di carne! Per due secondi ho pensato: “Ma questo non è un locale totalmente vegano?” Poi ho sorriso ricordandomi il piatto che stavamo aspettando: la Beyond Meat. Già dall’odore si capiva che non aveva niente a che fare con i soliti burger vegetali, questo è qualcosa di diverso. La Beyond Meat era accompagnata da patate nostrane ai cinque aromi e da maionese.

Burger Beyond con patate nostrane ai cinque aromi

 

Da notare la consistenza, sembra carne macinata

Di questo piatto, egregiamente cucinato come tutto il resto, ho apprezzato di più le patate al burger. Non perché il burger non fosse buono, anzi, credo che per chi apprezza il sapore della carne sia molto buono, mi ricordava i burger che mi cucinava mia mamma da bambina, nel disperato tentativo di farmi mangiare la carne senza sceneggiate (ero vegana dentro già da bambina 😀 ). Il burger lo mangiavo perché non sembrava un pezzo di carcassa, ma non posso certo dire che mi piacesse da impazzire. Lo stesso vale per la Beyond Meat.

Probabilmente ero già strapiena, e avrei apprezzato di più se l’avessi gustata a stomaco vuoto. Anche la consistenza è esattamente come quella della carne, non sembra per niente un burger vegetale. Ma lo è, per questo è un prodotto da premiare. Io lo consiglio ai vegani che amavano il gusto della carne, oppure ai carnivori che desiderano diminuire il loro impatto ambientale e lo sfruttamento animale. Restando in tema di Beyond Meat, i proprietari ci informano che per Ferragosto avrebbero fatto una grigliata vegana con salsicce di Beyond Meat: loro sono tra i primi locali in Italia ad averle.

Dopo una chiacchierata con i proprietari mentre digerivamo l’abbondante e squisito pranzo, abbiamo mangiato il dolce, fresco e buono, crema al limone con dadini di fragole Annabella.

Crema al limone con dadini di fragole Annabella

Per finire abbiamo bevuto una tisana calda per completare la digestione.

Nel pomeriggio abbiamo avuto il piacere di conoscere il loro simpaticissimo bambino Enea, che insieme ai genitori ci ha accompagnato a visitare tutti gli animali che hanno salvato. La differenza dagli altri agriturismi, è che qui gli animali sono felici, amati e al sicuro, mentre gli animali che si trovano negli agriturismi non vegani, sono solo ingredienti per i loro piatti.

È stata una piacevole giornata, condivisa con persone gentilissime e alla mano. Più che un pranzo al ristorante, lo ricordo come una visita a casa di amici. Esperienza da rifare sicuramente.

Una delle loro dolcissime asinelle

La loro simpatica capretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Recensione ristorante vegan Vero Restaurant, Varese

Sono stata a mangiare al Vero Restaurant all’inizio di dicembre. Il locale, molto carino e curato negli ambienti, era decorato per le feste natalizie.

I punti di forza di questo ristorante sono che è completamente vegano, che è in pieno centro, ed è un posto molto raffinato, adatto ad una pausa pranzo in settimana (io ci sono stata in un giorno feriale), ma anche ad una serata speciale.

Non ho frequentato altri ristoranti a Varese, ma credo che i prezzi siano nella media, tenendo conto che il ristorante è in centro città.

Ho assaggiato alcuni piatti, presentati e cucinati bene. I miei preferiti sono stati il tempeh e la torta al cioccolato di Modica.

Piatto misto

 

Crepes salate

 

Tempeh

 

Torta al cioccolato di Modica

 

Biscotto farcito di semifreddo al caffè, litchis e nocciole

 

Biscotto con gocce di cioccolato

Per finire ecco una foto del bagno, credo che la pulizia e la raffinatezza di un locale si noti spesso anche dal bagno, questo è uno di quei casi, il bagno è pulito e curato, proprio come il resto del ristorante.

Fatemi sapere nei commenti in quali ristoranti vegan o vegan friendly siete stati e come vi siete trovati. Sono sempre in cerca di nuovi locali da visitare e potrei andare proprio dove mi consigliate voi!

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Recensione hotel vegan friendly Liberty, Levico Terme (Trento)

Lago di Levico

Mi sono decisa a recensire questo hotel vegan friendly qualche mese dopo esserci stata ma, le prossime recensioni di veggie hotel, prometto che le scriverò in tempi molto più brevi.

Quando ho prenotato all’hotel Liberty, ero convinta che il ristorante servisse solo pietanze vegetariane e vegane, è pubblicizzato proprio così. In realtà abbiamo scoperto che cucinano anche carne e pesce. Il posto però, è così carino e ben attrezzato per chi segue un’alimentazione vegana, che ci siamo sentiti lo stesso coccolati e a nostro agio.

L’hotel Liberty è un hotel tre stelle, si trova a pochi passi dal lago di Levico, un lago limpido e balneabile popolato da tante simpatiche anatre e folaghe.

Hotel Liberty

Al momento della prenotazione pensavo di portare con me anche il mio porcellino d’india, Thor. Il personale mi ha confermato che gli animali sono ammessi senza costi aggiuntivi. Ma, quando sono partita, i miei genitori si erano liberati da alcuni impegni e ho preferito affidare Thor a loro.
Ho chiesto se potevo avere una stanza con vista lago e mi hanno accontentato. Abbiamo scelto una camera doppia comfort, servizio di mezza pensione e abbiamo alloggiato tre notti, nel mese di settembre.

Camera doppia comfort

Vista dalla camera

Il personale è cordiale e disponibile, l’hotel, la camera e il bagno puliti e confortevoli. Ho apprezzato, oltre alla pulizia del bagno anche le luci gialle e non bianche, sarà una mia fissa ma le luci bianche, specialmente in bagno, mi danno l’impressione di sanitari freddi e pubblici. Nelle camere non è presente il frigobar, noi abbiamo portato un nostro piccolo frigorifero per tenere in fresco l’acqua. Solo in alcune stanze c’è l’aria condizionata. Noi abbiamo scelto una stanza senza condizionatore perché, in settembre, la temperatura era molto fresca. Nella camera c’era comunque un ventilatore, in caso di necessità.

Bagno camera comfort, sulla mia sinistra c’è il box doccia

La sala dove vengono serviti i pasti è accogliente e, nonostante nella cucina adiacente venivano preparati anche piatti non vegani, non ho avvertito odori sgradevoli.

In un hotel vegan friendly, non potevano mancare tre mascotte a quattro zampe, due cagnolini e un bel micio maggiorenne.

Micio di 18 anni, una piccola mascotte

Della prima colazione mi ha stupito la presenza di ben cinque tipi di latte vegetale, oltre al tè e ai succhi di frutta. Di dolci vegani c’erano una crostata, pane al cioccolato e banana, pane all’uvetta. Mi sono piaciuti tutti, ma il mio preferito era il pane al cioccolato.

Ben cinque tipi di latte vegetale

Crostata e pane al cioccolato e banana

Oltre alle torte, c’erano vari tipi di semi, uvette, bacche di goji, prugne sciroppate, fino ai più classici cereali, pane, fette biscottate e marmellate.

Tranne lo yogurt e il latte vaccino, tutto il resto è vegano: uvetta, semi di girasole, semi di zucca, semi di lino, sesamo, bacche di goji, cereali vari, marmellata artigianale, prugne sciroppate, latti vegetali

Le cene sono state preparate con cura, le portate gustose, speciali e presentate a regola d’arte. Ogni sera, di vegano, c’era l’intero buffet di sole verdure cotte e crude, due primi piatti tra cui scegliere (tranne l’ultima sera che c’era solo un primo), un secondo e due o tre tipi di dolci.

Come primi piatti abbiamo mangiato:

– paccheri con pomodorini freschi e varie spezie, pur essendo un piatto semplice, non era per nulla scontato, il gusto era ben lontano dalla pasta con salsa di pomodoro, mi è piaciuto
– cous cous con tofu affumicato, zucchine, zenzero e curcuma
– vellutata di carote e vellutata di topinambur

Cous cous con tofu affumicato, zucchine, zenzero e curcuma

Vellutata di carote con un filo di aceto balsamico e scaglie di lievito secco

Vellutata di Topinambur e il gustoso lievito in scaglie

Un’altra piacevole scoperta è stata la presenza del lievito secco in scaglie con cui abbiamo condito i nostri primi piatti, a me piace moltissimo!

Come secondi piatti abbiamo mangiato:

– falafel
– crocchette di fave
– polpette di piselli

Tutti e tre i secondi piatti erano serviti su letti di verdure o creme stuzzicanti.

Falafel

Crocchette di fave

Polpette di piselli

Come dolci la scelta era tra gelato, torta all’arancia e solo la prima sera un particolare budino al cioccolato e fagioli che purtroppo non abbiamo preso perché ci andava di più il classico gelato, che abbiamo mangiato tutte le sere. I gusti presenti erano cioccolato, nocciola e limone.

Gelato cioccolato nocciola

Sono stata davvero soddisfatta di sentirmi per la prima volta a mio agio in un hotel, non dover spiegare cosa significa la parola “vegan”, poter essere trattata come un qualsiasi altro cliente, godere del privilegio di mangiare tutte le portate.

Oltre al cibo, anche la vacanza è stata gradevole e rilassante.

Nello galleria sottostante vi do un ulteriore assaggio della vacanza e dei paesaggi meravigliosi del Trentino.
Se state programmando un viaggio nella zona di Trento vi consiglio assolutamente questo hotel, che serve anche alimenti senza glutine, per chi ne ha la necessità.

Fatemi sapere nei commenti in quali hotel vegan o vegan friendly avete alloggiato e come vi siete trovati. Sono sempre in cerca di nuovi posti da visitare e potrei andare proprio dove mi consigliate voi!