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Non tutto ciò che una madre vive nasce dentro di lei.
 
Il post parto è un periodo di profonda trasformazione: cambia l’identità, cambiano le relazioni, la coppia, gli equilibri familiari e il modo in cui la donna si percepisce.
 
Quando qualcosa non funziona, però, è facile pensare che il problema sia soltanto personale o psicologico.
 
A volte, invece, il disagio nasce anche da ciò che accade intorno a noi: dalle dinamiche familiari, dalle aspettative degli altri, dalla difficoltà di stabilire nuovi confini, dalla mancanza di sostegno o, al contrario, da una presenza che diventa invasiva.
 

Come posso aiutarti

Attraverso uno sguardo sociologico, ti aiuto a comprendere ciò che sta accadendo nella tua rete di relazioni e nel contesto sociale in cui vivi la maternità.
 

Possiamo lavorare su:

– dinamiche nella coppia dopo la nascita;
 
– rapporti con genitori, suoceri e famiglia allargata;
 
– confini della nuova famiglia;
 
– aspettative sociali sul ruolo di madre;
 
– cambiamenti nella tua identità e nelle tue relazioni;
 
– situazioni in cui non riesci più a distinguere ciò che desideri da ciò che gli altri si aspettano da te.

Dall’aula universitaria alla mia pelle: perché sono qui

La mia scelta di occuparmi di sociologia della maternità non nasce solo dai libri accademici. Nasce da un’esperienza personale che ha cambiato per sempre il mio modo di guardare alla donna che diventa madre.
 
Quando è nato mio figlio, insieme alla gioia è arrivata una profonda vulnerabilità. Avevo bisogno di uno spazio protetto per diventare madre senza sentirmi continuamente osservata, giudicata o chiamata a rispondere alle aspettative altrui.
 
Ma la nascita di un bambino scuote gli equilibri di tutte le generazioni.
 

Quando il sostegno diventa invasione

Le richieste della famiglia allargata si sono trasformate in pressione e ansia. Ho cercato a lungo di conciliare i bisogni di tutti, ma ho imparato a mie spese che una nuova famiglia ha bisogno di confini chiari per non implodere.
 
Le tensioni hanno investito la coppia, la gestione dei ruoli e la mia serenità psicologica, fino a toccare il punto più estremo:
 
ricevere una comunicazione formale da un avvocato per controversie familiari nel pieno del mio post-parto.
 
Lì ho capito quanto sia sottile il confine tra una rete che sostiene e una che schiaccia.
 

Oggi guardo a quel dolore con gli occhi della sociologa

Ho compreso che la mia solitudine non era solo mia. Riguardava il modo in cui la società si dimentica della madre per concentrarsi solo sul bambino.
 
Oggi metto la mia formazione scientifica e la mia esperienza al servizio delle donne. 
Non per dirti come devi vivere, ma per aiutarti a decodificare le pressioni esterne, tracciare confini invalicabili e riprenderti il tuo spazio sacro.
 
Perché a volte non abbiamo bisogno di cambiare noi stesse, ma di comprendere meglio ciò che ci circonda.

Il mio lavoro ha carattere sociologico e non sostituisce un percorso medico, psicologico o psicoterapeutico quando necessario.