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Coronavirus e animali domestici: rischio contagi?

In questi giorni non si parla d’altro: il coronavirus è sulla bocca di tutti. C’è un forte allarmismo e si è creata una gran confusione, alcuni temono anche un contagio tra animali domestici e uomo. C’è chi teme di essere contagiato dagli animali e chi teme che i propri amici pelosi vengano contagiati.

Con questo articolo voglio spiegarvi cosa dicono gli esperti e cosa ne penso io.

L’ansia di molti viene dal fatto che si sospetta che il virus sia stato trasmesso da un pipistrello, ma la forma che contagia gli umani è  leggermente diversa e questo può essere dovuto al contagio di un ospite intermedio da parte del pipistrello.
Sono stati fatti vari studi e ipotesi sull’ospite intermedio che funge da trampolino di lancio sull’uomo. Prima pensavano ad alcune specie di serpenti, poi al pangolino (una specie di formichiere) ma, questi studi, sono stati criticati da alcuni esperti e non c’è alcuna certezza.

Altro motivo di ansia è che si sente parlare di coronavirus che infetta animali domestici, ed è vero che esiste, ma essendo questo virus di un ceppo diverso, gli animali non possono infettarci e noi non possiamo infettare loro.
Sarebbe come paragonare il virus dell’HIV con il virus FIV, uno colpisce il sistema immunitario dell’uomo, l’altro quello del gatto. Le conseguenze sono simili ma non c’è assolutamente pericolo che il gatto possa contrarre l’HIV, così come non c’è pericolo che l’uomo possa contrarre la FIV.

Se avete ancora dei dubbi, sappiate che settimane fa, l’organizzazione mondiale per la sanità ha spiegato che non ci sono prove della possibilità che il coronavirus possa diffondersi contagiando animali domestici.

Spero di avervi tranquillizzato, sfatando il contagio tra animali domestici e uomo. Purtroppo gli animali sono spesso usati come capro espiatorio, tanto che, il significato figurato di “capro espiatorio”, proviene proprio dal caricamento dei peccati umani, su un animale innocente.

Per quanto riguarda invece la situazione generale, quel che penso è che si focalizza male il problema. È come se si usasse la macro per fare una foto ad un dettaglio, sfocando lo sfondo e non avendo più la visione dell’insieme.
Non è il contagio e il virus in sé che uccide, ma sono le condizioni in cui è ridotto il corpo, che non permettono di far fronte nei dovuti modi al virus.
Se si conducesse uno stile di vita sano, mangiando sano, vivendo in un posto naturale con aria pulita, senza la frenesia e lo stress, il corpo sarebbe più forte per affrontare qualunque cosa.